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Montgomery preparava l’attraversamento del Reno. Patton lo aveva già fatto

Marzo 1945.

La Germania nazista era ormai in ritirata, ma tra gli eserciti alleati e il cuore del Reich rimaneva ancora un ostacolo formidabile: il Reno.

Per generazioni, quel grande fiume aveva rappresentato una delle principali barriere naturali dell’Europa occidentale.

Ora gli Alleati dovevano attraversarlo.

Ma non sarebbe stata un’operazione semplice.

Sulle sue rive si concentravano le ultime difese tedesche, mentre i ponti erano stati sistematicamente distrutti durante la ritirata.

Nel nord, il feldmaresciallo britannico Bernard Montgomery stava preparando una delle più grandi operazioni militari della campagna europea.

Il piano era enorme.

Artiglieria.

Carri armati.

Genieri.

Mezzi da sbarco.

Fanteria.

Aerei.

E, soprattutto, migliaia di uomini pronti a passare contemporaneamente dall’altra parte del fiume.

Montgomery voleva trasformare l’attraversamento del Reno in una grande operazione coordinata.

Ma a sud qualcuno aveva deciso di fare qualcosa di completamente diverso.

Il generale George S. Patton voleva attraversare il fiume prima di lui.

E ci riuscì.

Il Reno, l’ultima grande barriera

All’inizio di marzo 1945 gli eserciti alleati stavano avanzando rapidamente attraverso la Germania occidentale.

Ma il Reno rappresentava una sfida particolare.

Gli Alleati sapevano che i tedeschi avrebbero cercato di distruggere ogni ponte utile alla ritirata.

In effetti, la maggior parte dei ponti era stata fatta saltare.

Sembrava quindi inevitabile che gli Alleati dovessero costruire ponti temporanei o utilizzare mezzi da sbarco per portare uomini e veicoli sull’altra sponda. 

Poi, il 7 marzo, accadde qualcosa di completamente inatteso.

Soldati della 9th Armored Division americana raggiunsero il ponte ferroviario Ludendorff a Remagen e scoprirono che era ancora in piedi.

Le truppe americane riuscirono a conquistarlo prima che i tedeschi potessero distruggerlo completamente.

La cattura del ponte permise agli americani di creare una testa di ponte sulla riva orientale del Reno.

Era un successo enorme.

Ma non era ancora la grande offensiva attraverso il fiume che Eisenhower e i suoi comandanti avevano pianificato.

Montgomery prepara Plunder

A nord, Montgomery stava preparando quella che sarebbe diventata Operation Plunder.

Il piano prevedeva un gigantesco attraversamento nella zona di Wesel.

La 21st Army Group di Montgomery avrebbe coordinato forze britanniche, canadesi e americane.

L’operazione sarebbe stata sostenuta da un’enorme quantità di artiglieria e da un’operazione aviotrasportata, Operation Varsity.

L’obiettivo era creare una testa di ponte abbastanza grande da permettere alle forze alleate di penetrare rapidamente nella Germania settentrionale e minacciare la Ruhr, il cuore industriale del Reich.

La preparazione richiese una quantità impressionante di uomini e materiale.

Il piano era stato studiato per mesi.

Le truppe vennero concentrate.

Le munizioni accumulate.

I mezzi da attraversamento preparati.

Vennero inoltre costruite infrastrutture per sostenere il passaggio di uomini, carri armati e veicoli.

Il 23-24 marzo sarebbe arrivato il momento dell’attacco. 

Ma Patton aveva un’altra idea.

“Attraverseremo il Reno”

La 3rd U.S. Army di Patton stava avanzando rapidamente verso il fiume.

Il generale americano sapeva che Montgomery stava preparando un’operazione gigantesca.

E sapeva anche che, se avesse aspettato il grande assalto britannico, avrebbe perso un’occasione.

Il 21 marzo Patton ordinò alle sue forze di prepararsi per attraversare il Reno la notte successiva, un giorno prima dell’operazione programmata da Montgomery. 

Il punto scelto fu nei pressi di Oppenheim, a sud di Mainz.

Era una scelta rischiosa.

Ma aveva un vantaggio enorme: la sorpresa.

Invece di annunciare l’attacco con una gigantesca preparazione d’artiglieria, Patton decise di attraversare il fiume durante la notte.

Niente enorme bombardamento preliminare.

Niente grande spettacolo.

La prima ondata avrebbe attraversato il Reno quasi nel silenzio.

La notte del 22 marzo

Alle 22:00 del 22 marzo 1945, uomini della 5th Infantry Division americana entrarono nelle imbarcazioni d’assalto.

Il Reno scorreva davanti a loro.

Dall’altra parte c’era la Germania.

Le prime unità attraversarono il fiume senza incontrare una resistenza tedesca significativa.

La sorpresa aveva funzionato.

Gli americani riuscirono a stabilire una testa di ponte sulla riva orientale.

Poi cominciarono ad arrivare rinforzi.

Genieri.

Artiglieria.

Veicoli.

Carri armati.

Nel giro di poche ore, quello che era iniziato come un piccolo attraversamento notturno si trasformò in una vera operazione.

La 3rd Army aveva attraversato il Reno.

Patton aveva battuto Montgomery sul tempo.

La notizia arriva al quartier generale

La mattina del 23 marzo la notizia raggiunse il comando superiore.

Secondo il resoconto riportato da diverse ricostruzioni, Patton comunicò a Omar Bradley che era riuscito a portare una divisione oltre il fiume.

La notizia era particolarmente significativa perché l’operazione di Montgomery doveva iniziare proprio in quelle ore.

Patton non aveva semplicemente attraversato il Reno.

Aveva attraversato il Reno prima dell’enorme operazione britannica.

E non aveva utilizzato la gigantesca preparazione che Montgomery aveva predisposto.

Il rapporto ufficiale della 3rd Army sottolineò proprio questo elemento, indicando che l’attraversamento era avvenuto senza bombardamento aereo preliminare, cortina fumogena, preparazione d’artiglieria o truppe aviotrasportate. 

Era esattamente il tipo di risultato che Patton amava.

Rapido.

Audace.

Improvviso.

E soprattutto difficile da ignorare.

Ma Montgomery aveva davvero fallito?

Qui bisogna fare attenzione.

La storia è spesso raccontata come se Montgomery avesse passato settimane a preparare un enorme attraversamento che Patton avrebbe reso improvvisamente inutile.

Non è esattamente così.

Le due operazioni avevano obiettivi e posizioni differenti.

Patton attraversò il Reno a Oppenheim, molto più a sud.

Montgomery attraversò nella zona di Wesel, a nord.

La grande operazione di Montgomery aveva lo scopo di creare una gigantesca testa di ponte verso la Ruhr e la Germania settentrionale.

Non era semplicemente una gara per vedere quale generale sarebbe arrivato per primo dall’altra parte del fiume.

Inoltre, gli Alleati avevano già attraversato il Reno a Remagen più di due settimane prima.

Quindi la vera “gara” riguardava soprattutto quale grande operazione offensiva avrebbe realizzato per prima un nuovo attraversamento pianificato.

E qui Patton aveva effettivamente anticipato Montgomery.

La risposta di Churchill

E Churchill?

La tradizione popolare tende a raccontare che il primo ministro britannico avrebbe pronunciato una battuta memorabile quando seppe che Patton aveva attraversato il Reno.

Il problema è che le fonti non permettono di attribuire con sicurezza a Churchill una frase precisa del tipo:

“Patton ha fatto in un giorno ciò che Montgomery preparava da settimane.”

Questa formulazione è soprattutto una versione narrativa successiva.

Esiste invece una testimonianza interessante dello stesso Patton.

Nel suo memoriale War As I Knew It, Patton raccontò che Churchill aveva preparato un discorso per congratularsi con Montgomery per il primo attraversamento d’assalto del Reno in epoca moderna.

Secondo Patton, quel discorso fu addirittura trasmesso per errore dalla BBC mentre la 3rd Army americana era già dall’altra parte del fiume. 

Se il racconto di Patton è corretto, l’episodio rende perfettamente l’ironia del momento.

Churchill stava preparando le parole per celebrare il grande attraversamento di Montgomery.

Ma Patton era già dall’altra parte.

La frase che riassume la situazione

Una delle frasi più celebri associate all’episodio non venne in realtà da Churchill.

Fu il segretario alla Guerra americano Henry L. Stimson a commentare la situazione con parole che divennero famose:

“We gave Monty everything he asked for—and by God, Patton has crossed the Rhine!”

Il significato era evidente.

Montgomery aveva ricevuto un’enorme quantità di risorse per la sua operazione.

Ma Patton, con un’operazione molto più improvvisata e relativamente meno appariscente, aveva già superato il fiume. 

Era una frase perfetta per descrivere la rivalità tra i due comandanti.

E Montgomery?

Montgomery non cancellò la propria operazione.

Il 23 marzo iniziò l’attacco.

Quella sera migliaia di cannoni aprirono il fuoco contro le posizioni tedesche.

La potenza del bombardamento fu enorme.

Le forze britanniche, canadesi e americane attraversarono il Reno mentre l’operazione aviotrasportata portava migliaia di paracadutisti oltre il fiume.

A differenza del piccolo attraversamento iniziale di Patton, Plunder era un’operazione gigantesca.

Quando terminò, le forze di Montgomery avevano creato una grande testa di ponte e iniziato l’avanzata verso l’interno della Germania.

La precisione del piano si dimostrò efficace.

Secondo la storia ufficiale della U.S. Navy, entro il 28 marzo la 9th U.S. Army, operando nel quadro della 21st Army Group, aveva stabilito una testa di ponte larga circa 35 miglia e profonda fino a 12. 

Patton aveva vinto la gara simbolica.

Montgomery aveva comunque realizzato una delle più grandi operazioni di attraversamento fluviale della guerra.

Due modi diversi di combattere

La vicenda mostra anche la differenza tra i due comandanti.

Patton preferiva la velocità.

Montgomery preferiva la preparazione meticolosa.

Patton vedeva un’opportunità e cercava di sfruttarla immediatamente.

Montgomery voleva accumulare abbastanza uomini, artiglieria, mezzi e supporto aereo da ridurre al minimo i rischi dell’operazione.

Nessuno dei due approcci può essere giudicato soltanto dalla spettacolarità dell’azione.

Un attraversamento improvviso poteva sorprendere il nemico.

Un’operazione gigantesca poteva invece creare una testa di ponte molto più ampia e facilmente sostenibile.

Ed entrambe le cose avvennero nel marzo 1945.

Churchill sul Reno

Ironia della sorte, pochi giorni dopo Churchill avrebbe avuto l’occasione di attraversare personalmente il Reno.

Il 25 marzo, insieme a Montgomery e ad altri comandanti alleati, Churchill attraversò il fiume su un mezzo americano e mise piede sulla riva orientale.

Lo fece mentre le operazioni alleate erano ancora in corso.

La sua visita divenne uno degli episodi più curiosi della fase finale della guerra.

Churchill aveva osservato l’operazione di Montgomery e ora si trovava fisicamente dall’altra parte del fiume.

Secondo la International Churchill Society, Churchill e Montgomery attraversarono il Reno insieme e successivamente raggiunsero il ponte ferroviario di Wesel, dove furono esposti al fuoco tedesco. 

La vera storia dietro la leggenda

Quindi cosa disse davvero Churchill quando seppe che Patton aveva attraversato il Reno?

La risposta più corretta è: non esiste una citazione di Churchill altrettanto solida e famosa quanto suggerisce la leggenda.

La frase più documentata e spesso curioso episodio del discorso di Churchill trasmesso dalla BBC quando la sua armata era già oltre associata alla sorpresa per il successo di Patton è quella di Henry Stimson.

E la testimonianza più interessante proviene dallo stesso Patton, che raccontò il curioso episodio del discorso di Churchill trasmesso dalla BBC quando la sua armata era già oltre il fiume.

Ma il fatto fondamentale rimane.

Il giorni successivi entrambe le forze continuarono a espandere le proprie teste di ponte, mentre la Germania precipit 22 marzo 1945, la 3rd Army di Patton attraversò il Reno a Oppenheim.

Il giorno successivo iniziò l’enorme operazione di Montgomery.

E nei giorni successivi entrambe le forze continuarono a espandere le proprie teste di ponte, mentre la Germania precipitava verso la sconfitta. 

Patton aveva ottenuto il suo momento di gloria.

Montgomery aveva realizzato il suo gigantesco piano.

E Churchill, pochi giorni dopo, si trovò dall’altra parte del fiume che per secoli aveva rappresentato una delle grandi frontiere strategiche dell’Europa.

Il Reno era stato superato.

La Germania era ormai aperta davanti agli Alleati.

E mancavano soltanto poche settimane alla fine della guerra in Europa.

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