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Patton sconvolge il Comando Supremo: 100.000 prigionieri in sole due settimane

Patton sconvolge il Comando Supremo: 100.000 prigionieri in sole due settimane

Alla fine di marzo del 1945, l’avanzata delle forze alleate nel cuore della Germania stava iniziando a rallentare e a perdere slancio. Al Quartier Generale Supremo delle Forze di Spedizione Alleate, il feldmaresciallo Bernard Montgomery inviava l’ennesima richiesta dettagliata allo stato maggiore del generale Dwight D. Eisenhower: più depositi di munizioni, maggiori riserve di carburante e altro tempo prezioso per preparare con estrema cura la fase successiva delle operazioni.

Eisenhower era seduto alla sua scrivania, intento a leggere l’ultima richiesta di Montgomery, quando un ufficiale di stato maggiore entrò improvvisamente nella stanza con un rapporto urgente proveniente dal quartier generale della Terza Armata. Quel documento conteneva informazioni talmente straordinarie, talmente incredibili per la loro portata, che Eisenhower ordinò immediatamente una verifica indipendente prima di accettarne l’esattezza.

Nel giro di un’ora arrivarono conferme da più fonti. Ciò che inizialmente sembrava impossibile era stato verificato. George S. Patton aveva catturato 100.000 soldati tedeschi nel corso di un’unica campagna durata appena due settimane. Centomila prigionieri: un numero superiore a quello che alcuni interi eserciti alleati erano riusciti a catturare dopo molti mesi di combattimenti continui.

Patton non aspettò pazientemente l’autorizzazione del comando superiore.

Non aspettò che la situazione logistica fosse perfetta.

Non coordinò meticolosamente ogni singolo movimento con le unità adiacenti e non sottopose lunghi piani operativi all’approvazione di commissioni o comitati.

Mentre altri pianificavano, Patton avanzava.

Mentre altri chiedevano più tempo, lui sfruttava ogni occasione sul campo di battaglia.

La rapidità, l’audacia e la capacità di cogliere l’iniziativa erano diventate il marchio distintivo della Terza Armata durante la campagna in Europa.

Le notizie provenienti dal fronte lasciarono il Comando Supremo senza parole. Se confermate, quelle cifre rappresentavano uno dei più straordinari successi operativi ottenuti dagli Alleati nelle ultime fasi della guerra, dimostrando come la velocità d’azione potesse trasformarsi in un’arma decisiva tanto quanto i carri armati, l’artiglieria o la superiorità aerea.

La leggenda di George S. Patton continuava così a crescere, alimentata da risultati che sembravano sfidare ogni previsione e che avrebbero contribuito a consolidare la sua reputazione come uno dei comandanti più aggressivi e controversi della Seconda guerra mondiale.

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